Capitolo Uno

 

UNA NUOVA SCUOLA

 

 

 

Gregorio guarda a destra e a sinistra poi scatta di corsa sulle strisce pedonali. Il suo zaino sbanda e colpisce ostacoli ma lui non rallenta, attraversa il cortile e si blocca a pochi passi dal gruppetto dei suoi nuovi compagni di scuola.

 

       Ciao Gregorio – lo saluta Giulia appena lo vede.

       Ciao – risponde piano, abbassando lo sguardo.


Gregorio è timido. Questa è una nuova scuola, in una nuova città e con dei nuovi compagni. Giulia L. però ha grandi occhi chiari che ogni mattina lo scovano tra i bambini e lui non si sente più trasparente. A Gregorio quello sguardo piace molto.

La nuova scuola ha un gran cortile, con un parco alberato, molto più verde della vecchia scuola in cui andava prima. Ad accompagnare i bambini ci sono mamme, nonni e qualche papà, ma chi si fa più notare sono i fratellini che entrano più tardi nella scuola materna. Corrono e ridono forte.


– Bzzzzzzzzzzzzzz sei stato trasformato in una statua di gomma– grida Michele, il fratello di Giacomo, mentre punta un bastoncino contro Gregorio.

 

Lui ride, restando com’era, immobile. La mamma di Gregorio non lo ha accompagnato dentro al cancello perché non trova mai da parcheggiare.


–Ho fretta tesoro– gli spiega, –devo raggiungere il nuovo posto di lavoro. Ti ho chiarito bene che non posso arrivare in ritardo altrimenti “cominciamo male”– lo dice facendo una voce buffa, poi sospira –e nessuno vuole altri problemi in famiglia. Cambiare città non è facile per nessuno, anche i grandi fanno un po’ di fatica...–


Lui non è un adulto ma sa già che può aiutare la mamma comportandosi da bambino responsabile, sa come si attraversa la strada, sta attento, e poi aspetta che la campanella suoni senza combinare guai, tutto secondo le regole. Però guarda Giacomo e Davide che stanno vicini alle mamme. Almeno un giorno potrà venire anche la sua, pensa. Ma le corse rumorose di Luca A. e Luca B. gli ricordano che sarebbe bello anche giocare in cortile, mentre si aspetta di entrare. Anche le bambine si rincorrono, non ha capito bene quale sia il gioco ma gli piace, ridono tutti. Forse potrebbe appoggiare lo zaino un momento e andare a correre con loro, ma no, meglio di no. “Se faccio un guaio la mamma potrebbe arrabbiarsi ed è già così nervosa. Magari cado e mi sporco o peggio, faccio un buco sui pantaloni”. Allora Gregorio si guarda intorno e vede Anna, Matilde, Rita e Stefania che discutono, Margherita ha una scimmietta di peluche e pare che il guaio sia che le maestre non vogliano che si portino dei giochi a scuola. Stanno parlando tutte insieme e non si capisce niente, comunque Margherita non parla granché e si stringe la scimmia. Anche Gregorio ha un pupazzetto ma lo tiene nascosto dentro una tasca dello zaino. Gli viene da ridere perché non potrebbe mai separarsene, non lo fa mica vedere. E’ il suo portafortuna, la sua consolazione nei momenti in cui si sente triste e solo. Per fortuna è piccolo. Era un portachiavi ma l’anello di metallo si è rotto, meglio così. Ora è un orsetto che sorride e lo guarda sempre dritto negli occhi. A volte gli parla con il pensiero e Gregorio fa finta che si capiscano... (continua) :)