Nella pancia della balena

NELLA PANCIA DELLA BALENA

 

É appena finita la scuola, Livia andrà alle medie. Questa doveva essere l’estate più speciale di tutte e invece di andare al mare con i nonni, come aveva sempre fatto, è costretta ad andare in montagna dagli zii. Peggio di un incubo!

― Non capisci? Non posso andare lassù! Voglio andare al mare e rivedere i miei amici! ― Grida a sua madre con tutta la forza che ha.

― Ragiona Livia, ― le spiega lei ― la nonna è in ospedale e l’unica soluzione per farti passare una bella vacanza è andare dagli zii. Farai un’esperienza diversa. ― Livia non risponde, è infuriata, la sua valigia è già pronta e lo zio la sta aspettando. Con uno sforzo terribile ricaccia indietro le lacrime e guarda davanti a sé, l’inizio di una vacanza orribile.

Due giorni dopo l’arrivo dagli zii, nonostante le belle giornate estive, Livia è ancora sconsolata. Lo zio traffica con torce, elmetti e zaini. Lei lo osserva pensando che sia un extraterrestre finché incrocia lo sguardo di un ragazzo che non aveva notato. Lui la folgora con un sorriso abbagliante.

 ― Oggi andiamo con Sergio alle grotte! ― Lo zio la fa sobbalzare. ― Avrai due speleologi al tuo servizio.

― Ciao, siamo tutti pronti? ― Chiede Sergio sfoderando un altro sorriso e Livia non ha dubbi.

― Beh, io sono pronta!

― Brava Livia! ― Lo zio le porge uno zaino. Livia però si fa improvvisamente seria. «I pipistrelli mi terrorizzano» pensa, «e se s’impigliano nei capelli, come ho sentito dire?».  

― Ci sono i pipistrelli? ― Chiede mentre immagina la sua testa avvolta in un turbante di ali.

― Purtroppo pochi, ― le risponde mogio Sergio, ― quasi tutta la colonia si è trasferita nella galleria di un cantiere stradale.

― Peccato! ― Esclama e si capisce che è una bugia.

― Mica crederai alla frottola delle ali che si attaccano ai capelli? ― Sergio intuisce e ride.

Livia diventa un peperone e comprende di conoscere poco quel mondo sotterraneo. Scruta dalla finestra quella parte panciuta della montagna. «Assomiglia a un’enorme balena» pensa, «e sto per entrarle in bocca».

― Prendi il giacchetto, ― la risveglia dai sogni lo zio, ― sentiresti freddo, qui fa caldo ma le grotte sono umide, la temperatura è più bassa.

Livia è poco convinta di poter sentire freddo ma lo afferra dalla sedia e finalmente partono. Quando arrivano davanti a un sentiero che pare una galleria di vegetazione, indossano i giacchetti e i caschi. Percorrono una breve discesa tra edera e felci, fino a giungere davanti a un cancello.

― È chiuso perché potrebbe essere pericoloso, ― spiega Sergio mentre lo zio lo apre ― ma non impedisce l’ingresso agli animali che solitamente entrano in grotta, come i ghiri e altri mammiferi. Sono visite importanti per gli abitanti sotterranei, lasciano avanzi, escrementi, che diventano il loro cibo. E vedi in alto? Possono passare gli animali volanti.

Come i pipistrelli! ― Esclama Livia meno spaventata di prima.

Proseguono il cammino e il sentiero si fa sempre più buio e privo di vegetazione. Accendono tutti la luce posta sul casco e le torce. «La balena mi ha inghiottito e sto entrando nella sua pancia» pensa Livia e le scappa da ridere ma si distrae e scivola.

― Attenta! ― la riprende per un braccio Sergio. Livia si raddrizza e illumina con la torcia un essere con zampe lunghissime e sottili.

― Un ragno! ― Grida. Per la seconda volta Sergio la sorregge e a lei non dispiace.

― Non è un ragno! ― Sergio lo illumina per mostrarglielo meglio. ― È un comune abitante delle grotte. Per vivere qui ha dovuto adattarsi al buio. Ha un aspetto differente dal suo parente della superficie. ― Sghignazza e continua. ― Non indovineresti mai che cosa è. ― Livia indugia confusa e Sergio prosegue. ― Intanto gli occhi qui non servono a granché ma le lunghe zampe sì, per “sentire” cosa c’è intorno: cibo, predatori. Gli abitanti di queste tenebre sono speciali, dotati di sensori. I pipistrelli, per esempio, che volano al buio senza sbandare, emettono degli ultrasuoni che rimbalzano sugli ostacoli.

― Ho capito…Ma che cos’è “lui”? ― Chiede Livia incuriosita per tanta suspense.

― “Lei” vorrai dire. È una cavalletta! Abbassati. ― Sergio la insegue con la torcia mentre Livia, stupita, sgrana gli occhi. ― Vedi? Non ha quasi più le ali. È priva di colore, non le serve. Qui ogni creatura risparmia energie per sopravvivere.

― Sembra quasi trasparente! ― Osserva Livia accovacciata accanto a Sergio. ― Non avrei mai immaginato che si potesse trattare di una cavalletta!

― Guarda le antenne come sono lunghe e anche le zampe, così sottili, come quelle di un ragno. ― Sergio le sorride. ― Siamo stati fortunati, di solito si nascondono tra le fessure delle pareti.

― Allora qui sotto i ragni non ci sono! ― Squittisce Livia. «Se quella è una cavalletta, non oso pensare alle zampe di un ragno delle caverne!», pensa.

― Certo che ci sono ma non temere, ― si affretta ad aggiungere Sergio,― sono pochi! Gli esseri viventi sono meno numerosi nelle grotte, la riproduzione è rallentata, il tempo scorre più lento, ricorda che qui è sempre notte…faticano anche a incontrarsi! ― Ride mentre induce Livia a proseguire.

― Grazie per le tue spiegazioni. Sto scoprendo un mondo che per me è ancora misterioso.

Il sentiero costeggia le umide pareti lisce su cui scivola dell’acqua come un velo sottile. «Sembrano di vetro», pensa Livia. Qua e là ci sono delle incrostazioni nere che partono dall’alto e finiscono dove stanno camminando.

― Per terra c’è del fango scuro. ― Nota Livia con una smorfia.

― Fango più il guano lasciato dai pipistrelli, ― aggiunge lo zio ― che è vitale per molti abitanti!

― Cibo! ― Ribatte Livia, «che comunque è cacca!», pensa facendo una boccaccia. Con la torcia illumina un po’ ovunque, sempre più incuriosita da quel mondo un po’ spaventoso e un po’ magico. Ogni tanto sente un fruscio, e sa che sono i pipistrelli, quei pochi rimasti.

― Ora dobbiamo passare attraverso un corridoio stretto, ― dice lo zio ― ma non avere paura, segui me. ― Livia annuisce, ha sempre meno timori. S’infilano uno dopo l’altro in uno stretto cunicolo. Livia alza la torcia e percepisce che sopra di sé il soffitto è altissimo. Lo zio sparisce dietro una curva e solo per un attimo teme di trovarsi sola in quella strettoia, poi svolta ancora e quello che vede ha dell’incredibile. Rimane senza fiato. Davanti a sé si spalanca uno spazio enorme, parzialmente illuminato, in certi punti è buio e non si capisce per quanto si possa ancora estendere.

― È una grotta gigantesca! ― Esclama Livia appena si riprende dallo stupore.

― Straordinaria! ― Aggiunge Sergio al suo fianco. ― Pensa che questa è solo una delle sale. Ce ne sono altre. ― «É così bella da sembrare un sogno» pensa incredula.

― Le conosci Livia le stalattiti e le stalagmiti? ― Le domanda lo zio riscuotendola dalla meraviglia.

― Mi pare che siano formate dai sedimenti di calcio che deposita l’acqua, goccia dopo goccia, e possono anche unirsi in una colonna. Non dobbiamo toccarli altrimenti il grasso delle mani impedirebbe la loro crescita per sempre. Me l’hanno spiegato a scuola.

― Allora andiamo subito a vedere le solenni colonne di stalattiti e stalagmiti che si sono unite. ― Lo zio prosegue e attraversa la sala. Livia nota il soffitto altissimo, una foresta di stalattiti e stalagmiti. Il sentiero si snoda tra una serie di pozze fluorescenti. Le pareti hanno sfumature di colori diversi e in ogni angolo si scorgono delle forme stranissime: figure fantastiche di calcare, fragili e incantevoli. Livia scorge profili umani, animali, una specie di barca con un omino, «Geppetto!», pensa. «Sono proprio nella pancia della balena!», ride. «Non avrei mai immaginato che potesse essere così bello qui sotto», riflette. Giungono a un pertugio, s’infilano, e dall’altra parte si para un’altra cavità smisurata. ― Questa sala si chiama “la cattedrale”. ― Annuncia Sergio. Non serve chiedere spiegazioni. La decorano una serie infinita di colonne e di obelischi, su cui rivoli di umidità disegnano ricami e si specchiano nel lago al centro, che è basso con acque azzurrine.

― Vieni Livia, ora ti presento il proteo rosa, è una specie di salamandra, non ha occhi, si nutre di piccoli crostacei, quando ne trova.Spero di riuscire a fartelo vedere. ― Sergio le afferra la mano e Livia si gira per guardarlo. «Questa è la vacanza più bella della mia vita» pensa, «ed è solo l’inizio!». Mentre l’esplorazione delle grotte continua e fuori nel cielo splende il sole, in questo magico mondo sotterraneo scintilla radioso il sorriso felice di Livia.