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Al Buio

Il nero assorbe, risucchia, ogni colore.

Di connotazioni positive, il nero, non ne ha molte.

Solitamente simboleggia il lato negativo di ogni cosa. In un mondo buio c’è paura di perdersi, di sparire. In assenza di luce si avverte il “nulla”. Questo vale se ci fermiamo a quello che solo l’occhio percepisce. Il nero è anche “il re dei colori” proprio perché li racchiude tutti, anche al buio. Lo sa chi la vista l’ha perduta o non l’ha mai potuta sperimentare.

Sono infinite le vie che si possono percorrere quando si intende giocare con serietà e immaginazione sull’incontro dei linguaggi nello spazio della pagina, rispettando l’intelligenza dei bambini. (Da Ad occhi aperti. Leggere l’albo illustrato, Hamelin).

 gentilmente fornito le immagini di La voce dei colori....

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Famiglie numerosissime o minimali, in ogni caso vale lo stesso principio: i figli sono tutti unici. Colonna sonora di Rino Gaetano con Mio fratello è figlio unico.

Unico infatti, non significa solo e nemmeno raro. Sono numerosi i “figli unici” che popolano la letteratura dell’infanzia, e compiono grandiose imprese, spesso insieme agli amici, fraterni.

Percy Jackson è molto solo, sembra soffrirne in principio, gradualmente si stupisce di saper affrontare pericoli davvero mostruosi. Per un periodo continua a sentirsi fin troppo unico, nella condizione di unico figlio di Nettuno, tanto che, quando arriva inaspettatamente un fratello, per altro un ciclope, fatica ad accettarlo.

I figli unici raccontati, fin dai classici, sono spesso anche orfani, perché, all’inizio della storia, il loro isolamento crea un terreno fertile per lasciar germogliare la vera avventura. Sono personaggi che sperimentano autonomamente il mondo che li circonda. Harry Potter ne è un esempio. È figlio unico ed è orfano. Conserva anche un legame familiare, con il cugino, ma sceglie la famiglia Weasley, di gran lunga più accogliente, e Ron Weasley è il suo amico fraterno. Non è raro incappare in altri personaggi coraggiosi e avventurosi che hanno già dei fratelli ma che decidano di scegliersene altri. Egbert, proprietario con la famiglia dell’isola di Mortaria, ha un fratello e una sorella ma non ha alcun legame con loro, sono ostili. È come se fosse figlio unico, forse un po’ peggio: i due sono coalizzati contro di lui. Nella serie I viaggi di Egg lo seguiamo compiere viaggi avventurosi, a bordo di navi di pirati avversari e in mezzo a continui pericoli, e al suo fianco ha Tic, lo sguattero di bordo dalla storia difficile. Il loro legame diventa forte, entrambi ne avevano bisogno. La loro fortuna risiede nell’essere incappati in quell’affinità, quasi una parentela fraterna, un sentimento sempre prezioso.

Perché è vero: ci vuole fortuna. Sono i destini, sono i sentieri contorti, la casualità. Non si può pilotare questo magico incontro. A condurti dall’amico fraterno sono le alchimie della fatalità. Trovarlo vale più di un tesoro, che tu sia figlio unico o con dieci fratelli.

Fratelli e fratellanze: sono legami dotati di spessori identici.

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Furtivi, striscianti, graffianti: i libri di Neil Gaiman, tra gotico e humour. Libri inquietanti, ma non cattivi

Apro un libro e sento raspare tra le pagine, sembrano artigli. Mi metto in guardia. Questo non è un libro innocuo, no. Meglio accendere la luce per illuminare le ombre. Semioscurità, pertugi e ragnatele. Questo è un libro rischioso.

Il lettore sfoglia guardingo le pagine e condivide l’inquietudine della protagonista della storia, Lucy.

Si dice che, se i lupi escono dai muri, è finita! Gli adulti ne sono convinti. E, infatti, accade davvero! Sono ferocemente selvatici, aggressivi, ululanti e devastatori. Non si può far altro che scappare e abbandonare l’abitazione alla loro rabbiosa festa.

Neil Gaiman lo sa bene e lo racconta ai bambini con I Lupi nei muri.

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Inventariare i Draghi… e adottarne uno

Il folklore e la letteratura europei, da prima del Medioevo, sono ricchi di riferimenti a draghi sputafuoco, che custodiscono tesori e volano, dispiegando le ali come enormi coperte che ammantano il cielo.

In stemmi, arazzi, affreschi, nei castelli e nelle chiese, fino alle eroiche gesta narrate nei libri antichi, si incontrano vari tipi di draghi.

Beowulf, il leggendario re Danese, ne sconfisse uno ferocissimo, come narrato nell’omonimo poema inglese. Qualcuno forse ricorderà Fafnir, no? In Scandinavia forse lo ricordano meglio. Per esser precisi, va detto che Fafnir era un uomo che mutava in drago per proteggere il suo tesoro. Nel Galles invece è un drago rosso a compiere imprese eroiche, e sventola maestoso, ritratto nella bandiera nazionale. Magari ricorderete Tristano, che invece uccise un drago per amore di Isotta.

Esistono molte leggende, saghe e racconti che narrano di cavalieri, eroi e Santi, come San Michele o San Giorgio, che hanno avuto a che fare con titanici scontri dragheschi. [...]

Miti, appunto, leggende e tradizioni. Invece qui vi voglio parlare di draghi veri, reali quanto lo sono altre creature ritenute misteriose.

Chi sostiene che i draghi non esistano, dovrà ricredersi.

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